E’ facile capire come per le popolazioni antiche i problemi odontoiatrici fossero molto più significativi che in tempi moderni, dato che sconoscevano quasi del tutto l’igiene dentale, e che la loro dentatura era costretta ad un usura molto più importante per via dell’alimentazione inappropriata, e della presenza all’interno dei cibi di polveri abrasive minerali provenienti dalla lavorazione dei cerali.

Le prime protesi dentarie vere e proprie scoperte dagli archeologi sono quindi molto antiche: si tratta di ritrovamenti presso alcuni siti Maya risalenti al 600 AC. Originariamente ritenuti semplici decorazioni funerarie, grazie ad indagini radiografiche si è poi scoperto che si trattava proprio di mandibole complete di dentatura costruita con gusci di conchiglia, interamente fusa con l’osso del cranio del soggetto. Sono stati ritrovate altre protesi dentarie in giada e ossidiana, ma ancora più antiche sono le prime dentiere, costruite sia con ossa animali che con altre mandibole umane, ed in uso già tra gli etruschi nel 700 AC. La consuetudine di utilizzare denti umani o animali, come rimpiazzo ai denti perduti in battaglia o a causa di patologie del cavo orale, rimase per tutta la storia dell’umanità, ma si trattava di interventi di rimpiazzo semplici: per lo più erano denti estratti ai cadaveri, o scolpiti in avorio e osso, o talvolta perfino pietra.

Un’altra alternativa in uso sin dai tempi più remoti, era quella di riempire le cavità dei denti danneggiati con la cera, o con metalli a basso punto di fusione, in particolare l’oro, ed in tempi più recenti il mercurio. L’oro è infatti molto malleabile e facilmente lavorabile, ma duro a sufficienza da resistere all’usura dovuta alla masticazione, oltre ad essere impervio alla corrosione e agli acidi. L’oro poteva anche essere laminato per ricoprire i denti piuttosto che riempirli, un’usanza rimasta tutt’ora in auge come segno di opulenza e di status sociale in molti paesi Caucasici e dell’Asia Centrale.

Dentiere più complesse in legno furono in uso invece in Giappone durante il periodo Meiji (1868-1912), ma le prime sembrano risalire fino anche al 1500. Più avanti in Europa le dentiere cominciarono già dal 1770 ad essere fabbricate in porcellana, e già nel secolo successivo le montature cominciarono ad essere fabbricate in oro o perfino in gomma vulcanizzata, e munite talvolta di molle, rimpiazzando i più antiquati metodi per tenerle in posizione come i semplici fili di seta. I primi veri impianti endossei moderni risalgono però al XX° secolo, quando il chirurgo ortopedico svedese P. I. Brånemark scoprì che le protesi fabbricate in titanio risultavano biocompatibili con l’osso, dato che questo vi cresceva intorno aderendo perfettamente all’impianto. Il primo ad impiantare un dente fu il dottor Leonard Linkow nel 1952, ma è di un’Italiano, il dottor Stefano Melchiade Tramonte, l’invenzione della moderna vite autofilettante di supporto in titanio, nel 1959. Nel 1965 finalmente, il dottor Brånemark impiantava quindi la prima protesi dentale in titanio, sfruttando la cosiddetta osteointegrazione, termine da lui stesso coniato.

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